Per la medicina ufficiale i meccanismi patogenetici  dell’ aterosclerosi  restano ancora da chiarire. Dunque, mentre gli esperti parlano di cause multifattoriali alla radice della malattia aterosclerotica , di fatto non sono ancora disponibili delle cure davvero risolutive e preventive, a tutto vantaggio delle prescrizioni mediche di faramci che placano alcuni sintomi aggiungendone di nuovi a causa degli effetti collaterali.

UNO SGUARDO REALISTICO AL SISTEMA VASCOLARE Se si riuscisse a trasformare il sistema vascolare, con tutte le sue arterie, vene e capillari, in una superficie unica, coprirebbe un’area grande quanto un campo di calcio. Eppure questo enorme sistema si usura principalmente in una piccolissima zona: quella delle arterie coronarie e poche altre zone come ad esempio le carotidi.
Alla luce di quanto hai appena letto, è ancora logico considerare il colesterolo tra le principali cause dell’infarto e dell’ictus? Se così fosse, le placche aterosclerotiche si dovrebbero manifestare in modo uniforme su tutto il sistema cardiovascolare, interessando ad esempio anche le vene. In fondo il colesterolo è presente nel sangue e il sangue scorre ovunque! Nel testo che segue troverai la risposta del dr Rath.

 

Aterosclerosi

Infiammazione e aterosclerosi

L’aterosclerosi è la calcificazione della tonaca intima, strato di cellule endoteliali che delimitano il lume del vaso. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e medio calibro (aorta, coronarie, carotidi, arterie degli arti inferiori e del circolo cerebrale), caratterizzata da depositi di lipidi e altre sostanze nelle pareti dell’arteria.

Può avere inizio già dopo i 15 anni d’età, soprattutto se non viene fatta alcuna educazione alla prevenzione.

 

CAUSE

Fumo, cattiva nutrizione, cibo spazzatura, quantità inadeguate di micronutrienti nell’alimentazione, inquinamento atmosferico, ipercolesterolemia, diabete mellito, ipertensione, obesità.

 

COME SI SVILUPPA


Uno strato fatto di grassi, elementi di coagulo del sangue, colesterolo, calcio, sostanze presenti nell’ambiente, nel cibo che mangi ed altro, si accumulano nelle arterie sotto forma di placche, lasciando via via sempre meno spazio per il fluire del sangue. Le placche aterosclerotiche possono bloccare completamente la circolazione, oppure staccarsi in piccole parti dalle pareti dei vasi provocando infarto o ictus. L’aterosclerosi compare con gradualità e se si presenta in forma lieve di solito non ha alcun sintomo.

 

ARTERIOSCLEROSI


L’ arteriosclerosi interessa la tonaca media del vaso sanguigno, un elemento di sostegno e contrazione, costituito per lo più da cellule muscolari lisce, collagene, componenti del tessuto connettivo e fibre elastiche. I vasi arteriosi più comunemente interessati da questa patologia sono le arterie femorali, tibiali, radiali, ulnari ed uterine. Tipica dei pazienti in età avanzata che presentano insufficienza renale cronica o diabete tipo II (Edmonds et al., 1982), è priva di esiti stenosanti sul lume vascolare.

E’ caratterizzata da un irrigidimento della tonaca dei vasi e conseguente sviluppo di calcificazioni focali a livello della tonaca media. Anche lo stress ha un ruolo in questo caso, quando ad esempio per qualche ragione non viene correttamente smaltita l’adrenalina che è entrata in circolo all’interno delle pareti arteriose. Come conseguenza il cuore pompa con più vigore per far arrivare il sangue agli organi.

Lo sforzo per contrastare la rigidità e l’ispessimento delle pareti vascolari, da una parte fa aumentare l’intensità del flusso di sangue, ma come conseguenza, per resistere alla pressione, le arterie si ispessiscono. Detto in parole semplici, se rimane adrenalina in circolo, è come se le arterie mettessero su “muscoli” in grado di produrre abbastanza rapidamente una rigidità della parete arteriosa che lascia meno spazio al lume ematico. In breve si arriva all’ipertensione essenziale, per la quale la medicina ufficiale non è ancora riuscita a spiegarne le cause, e l’unica cura possibile è rivolta al sintomo.

Con il termine arteriosclerosi, quindi, s’intende un indurimento della parete arteriosa che compare con il progredire dell’età e soprattutto con l’alta pressione. Questo indurimento arterioso è la conseguenza dell’accumulo di tessuto connettivale fibroso a scapito della componente elastica.

 

Sintomi dell’aterosclerosi

Normalmente non si avvertono i sintomi dell’aterosclerosi finché un’arteria è talmente ristretta od ostruita da non essere in grado di rifornire gli organi ed i tessuti con un flusso di sangue adeguato. I sintomi dell’aterosclerosi, di forma da lieve a grave, dipendono dalle arterie colpite. Ad esempio se ad essere colpite sono:

arterie cardiache: i sintomi sono simili a quelli di un infarto, ad esempio dolore al torace (angina);

arterie dirette al cervello: i sintomi vanno dall’ ictus ad un attacco ischemico transitorio (TIA): intorpidimento e debolezza improvvisi agli arti, difficoltà di parola, balbettio inspiegabile, debolezza della muscolatura facciale.

Arterie delle braccia e delle gambe: male alle gambe quando cammini (claudicatio intermittens). Tra i sintomi di ispessimento ed indurimento della parte arteriosa vi è l’alta pressione.


Fattori di Rischio

Ufficialmente sono stati identificati dei fattori che probabilmente promuovono i depositi di placca e l’ispessiemento delle pareti arteriose e sono stati suddivisi in due gruppi: primario e secondario. Tra i fattori di rischio primario la medicina ufficiale elenca: il fumo, la sedentarietà, il colesterolo elevato, il diabete mellito, l’ipertensione. I fattori di rischio secondari sono: l’obesità, la razza (alcune popolazioni come quelle africane hanno un rischio più elevato), la familiarità, la cattiva nutrizione, alti livelli di colesterolo VLDL (a bassissima densità), livelli di fibrinogeno elevato, difficoltà nel gestire lo stress.

La medicina ufficiale non è ancora riuscita a chiarire diversi aspetti che riguardano le patologie cardiovascolari:

– il fenomeno dei depositi nelle arterie,

– da cosa dipende il colesterolo elevato,

– l’ipertensione essenziale.

Fin qui, se non l’hai notato, abbiamo parlato solo ed unicamente di arterie.


Il colesterolo alto visto come sintomo e non come causa dell’infarto

 

Il termine più utilizzato per descrivere il processo di invecchiamento delle arterie è arteriosclerosi e si riferisce appunto alle arterie. Seguendo la logica della medicina ufficiale, che pone l’accento sui valori del colesterolo, si dovrebbe parlare anche di “venosclerosi”.

Tale processo però non si verifica in quanto le vene non sono sottoposte al medesimo sforzo meccanico delle arterie. La calcificazione delle vene si verifica solo quando una vena viene reimpiantata come bypass coronarico. In questo caso essa assume la funzione di un’arteria e possono verificarsi dei depositi.

Le vene, dunque, lavorano meno delle arterie, di conseguenza, non possono mostrare i sintomi di una sclerosi. Se il colesterolo fosse la causa della calcificazione, i depositi dovrebbero presentarsi in egual misura nelle arterie e nelle vene. Chiunque è in grado di capirlo.

Questa è la dimostrazione chiara e logica che il colesterolo non può essere la causa principale dell’infarto cardiaco, dunque, sarebbe più corretto dire che i livelli elevati di colesterolo rientrano nel gruppo dei fattori di rischio secondari. L’infarto è provocato dalla debolezza delle pareti vascolari esposte a stress meccanico. Normalmente i ricercatori non fanno mai riferimento all’usura.

Il ritmo cardiaco causa usura e dunque una maggior necessità di sostituire le cellule che formano le pareti arteriose. Se la medicina ufficiale avesse ragione dovremmo avere degli iinfarti che si manifestano anche nelle mani oppure nel naso. Quando la parete arteriosa inizia ad indebolirsi, perchè non trova sufficienti micronutrienti utili alla sua struttura, viene intaccata dal colesterolo.

EFFETTI DI UN INSUFFICIENTE APPORTO DI NUTRIENTI SULLA PARETE DELLE ARTERIE

Parete-vascolare-indebolita


La regressione naturale della malattia cardiovascolare

La regressione dell’aterosclerosi inizia con il processo di guarigione nella parete arteriosa indebolita. Nel 1990 la ricerca di Pauling e Rath dimostra come il deficit di vitamina C sviluppa depositi di placca aterosclerotica nelle cavie utilizzate, e che questi depositi sono costituiti da Lp (a) (Lipo-proteine) e fibrinogeno.

Rath, M. & Pauling, L. (1990) Immunological Evidence For The Accumulation Of Lipoprotein(A) In The Atherosclerotic Lesion Of The Hypoascorbemic Guinea Pig, Proceedings of the National Academy of Sciences USA, 87: 9388-9390.

Oltre alla vitamina C, la quale stimola la produzione di molecole di collagene, anche gli altri componenti del programma vitaminico del Dr. Rath sono indispensabili per questo processo di guarigione. Ciò è chiaramente dimostrato dai risultati della ricerca clinica pubblicata nel 1996.

Il grafico qui a sinistra sintetizza le funzioni protettive di questo programma a base di nutrienti essenziali. Al centro della figura c’è l’immagine della sezione trasversale dei depositi aterosclerotici in un’arteria coronaria umana. La zona rossa sopra la placca rappresenta l’area dove scorre normalmente il sangue.

Le lipoproteine (molecole di grasso) al centro dei depositi sono macchiate di nero mediante una tecnica specifica. Due delle molecole di lipoproteina (una molecola di lipoproteina ed una di LDL – in giallo) tra migliaia di molecole in questa placca sono state ingrandite schematicamente.

Queste lipoproteine si sono depositate all’interno della parete arteriosa nel corso di molti anni. Intorno al nucleo della placca si forma una massa locale a partire dalle cellule muscolari tipiche della parete arteriosa. Questa massa di cellule muscolari è un altro modo con cui l’organismo stabilizza la parete arteriosa priva di vitamine.

I quattro punti essenziali del programma vitaminico del dottor Rath

Il deposito di lipoproteine e la massa di cellule muscolari sulla parete arteriosa sono i fattori più importanti che determinano la dimensione della placca e, di conseguenza, lo sviluppo delle cardiopatie coronariche.

Qualunque terapia in grado di bloccare questi due meccanismi dell’aterosclerosi deve poter anche far regredire la stessa cardiopatia coronarica.

I nutrienti essenziali del programma vitaminico del Dr. Rath operano in sinergia su entrambi i meccanismi nel modo seguente:

1. stabilizzano la parete arteriosa garantendo una ottimale produzione di collagene;

2. arrestano la crescita eccessiva delle cellule intorno alla placca;

3. impediscono il deposito della lipo-proteina (a) e delle molecole di colesterolo LDL;

4. forniscono una protezione antiossidante alla parete arteriosa.

 
INTEGRAZIONE SPECIFICA PER LA RIDUZIONE DELLA PLACCA ATEROSCLEROTICA
E PER MANTENERE LE ARTERIE IN OTTIMO STATO
  • Vitamina C: protezione e guarigione naturale della parete arteriosa, regressione delle placche.
  • Vitamina E: protezione antiossidante.
  • Vitamina D: ottimizzazione del metabolismo del calcio, regressione dei depositi di calcio nella parete arteriosa.
  • Acido folico: funzione protettiva contro l’aumento dei livelli di omocisteina insieme alle vitamine B6, B12 e alla biotina.
  • Biotina: funzione protettiva contro l’aumento dei livelli di omocisteina insieme alle vitamine B6, B12 e all’acido folico.
  • Rame: stabilità della parete arteriosa attraverso un miglioramento del legame crociato delle molecole di collagene.
  • Prolina: produzione di collagene, stabilità della parete arteriosa, regressione delle placche.
  • Lisina: produzione di collagene, stabilità della parete arteriosa, regressione delle placche.
  • Condroitin solfato: stabilità della parete arteriosa, «cemento» del tessuto connettivo della parete arteriosa.
  • N-acetilglucosamina: stabilità della parete arteriosa, «cemento» del tessuto connettivo della parete arteriosa.
  • Picnogenolo: biocatalizzatore per una maggiore efficacia della vitamina C, miglioramento della stabilità delle pareti arteriose.

Ricerche scientifiche e studi clinici hanno già dimostrato l’importanza della vitamina C, della vitamina B3 (niacina), della vitamina B5 (acido pantotenico), della vitamina E, della carnitina, della lisina e della prolina, nell’abbassare i livelli ematici elevati di colesterolo e di altri fattori di rischio secondari.

Il programma vitaminico del Dr. Rath è stato il frutto di un’attenta ricerca volta a ottenere specifiche sinergie di micronutrienti che contribuiscono anche a dosaggi relativamente bassi a normalizzare i livelli elevati dei fattori di rischio secondari. Questi nutrienti essenziali abbassano la velocità di produzione, nel fegato, del colesterolo e di altre molecole di riparazione e contemporaneamente contribuiscono a riparare le pareti arteriose.

Alcuni consigli per i pazienti con colesterolo alto e altri fattori di rischio secondari.

Abbassare il colesterolo senza prima stabilizzare le pareti arteriose è una terapia cardiovascolare insufficiente e infausta. Inizia prima possibile ad incrementare la resistenza delle pareti arteriose seguendo il programma vitaminico illustrato in queste pagine. Di conseguenza, i livelli ematici di colesterolo e di altri fattori di rischio tenderanno a normalizzarsi. Nel caso in cui tu ne faccia uso, il consiglio del dott. Rath è di sospendere il prima possibile l’assunzione di farmaci per abbassare il livello di colesterolo o di lipidi.

I  prodotti MEETAB sono stati Elaborati ed Evoluti in base alle scoperte del Dott Paulin e del Dott. Rath  dal Dott Dimitri Tsoukalas e i suoi collaboratori

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